Vinile parla del nuovo singolo e di tanto altro....

Blade of Light Il primo singolo dei Vinile tratta una tematica molto attuale, la salvaguardia del nostro pianeta Terra. In un mondo in cui l'egoismo dell'essere umano fa da padrone, ci invitano a riflettere sugli effetti che la natura ha subìto a causa “nostra”.

Link al video: http://www.youtube.com/watch?v=Bs6-U8ZhOBY

“A Piece of this World” è l'EP che contiene il brano e preannuncia un interessante progetto a sfondo introspettivo che, mediante l’uso della Musica come strumento comunicativo, vuole sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e non solo. Scopriamo cosa sta a cuore a questa giovane band e che sorprese ci attendono.

Abbiamo ascoltato e visto il vostro primo singolo, Blade of Light, come è nato?

Il nostro primo singolo “Blade of Light” nasce all’interno della sala prove come tutti i pezzi che componiamo insieme. Normalmente ci chiudiamo in studio ed il gruppo inizia ad elaborare le idee che ognuno di noi porta. Successivamente viene aggiunta la linea vocale ed il gioco è fatto. I testi sono curati da Giovanni (cantante), il quale indirizza il brano verso determinate tematiche. In questo caso “Blade of Light” nasce con l’intento di denunciare lo sfruttamento ambientale da parte dell’uomo (tema molto caro ad ognuno di noi). Attraverso il video del nostro primo singolo abbiamo deciso di rendere ancora più esplicito il significato del brano.

• Come definireste la vostra arte in poche parole?

Secondo noi l’arte in generale non può essere definita. Suona banale ma se proprio dovessimo etichettare il nostro tipo d’arte potremmo riassumerla con queste 3 parole: SENTIMENTO, PAZIENZA e DETERMINAZIONE.
Questi sono gli ingredienti che si riflettono nella musica che facciamo e che ci guidano nell’elaborazione dei nostri brani. Abbiamo scelto la parola SENTIMENTO perché in tutti i pezzi che scriviamo mettiamo una parte di noi, una determinata emozione che viene tramutata in musica e che vogliamo comunicare al pubblico. PAZIENZA perché botte vecchia fa buon vino e quindi nel nostro caso la fase compositiva risulta parecchio lunga anche se poi rimaniamo soddisfatti. DETERMINAZIONE perché nel mondo odierno della musica se ti prefiggi un obiettivo devi dare il 200% per raggiungerlo. Purtroppo i tempi d’oro del rock sono alle spalle e per emergere devi dare sempre qualcosa in più.

L’EP in uscita “A Piece of this World” che tematiche andrà a toccare?

L’EP che uscirà quest’anno e si chiamerà “A Piece of this World” toccherà varie tematiche. Oltre a quella già vista nel video di “Blade of Light, ci sarà spazio per trattare argomenti come quello del mondo LGBT, delle differenze di genere, il tema dei conflitti armati e poi non possiamo svelarvi tutto…

Quale vostra canzone vi rappresenta di più?

Se vi dicessimo che c’è una canzone in particolare che ci rappresenta di più vi diremmo una bugia. Ci sono canzoni alla quale siamo più legati e su questo vi possiamo dare un titolo, cioè “Self Portrait”; brano che abbiamo portato ad un festival in Kazakistan davanti a 15.000 persone.

Abbiamo visto che avete portato la vostra Musica all’estero, ci volete raccontare di questa esperienza?

Esattamente…Abbiamo avuto il privilegio di poter portare la nostra musica all’estero ed è qualcosa che consigliamo di fare nel grande o nel piccolo ad ogni artista italiano in quanto secondo noi è una tappa essenziale per la propria maturazione artistica. Voice Of Astana è stato qualcosa di indimenticabile. Si è svolto nella capitale del Kazakistan dal 15 al 16 giugno 2018. L’organizzazione del festival era imponente e superava in termini di budget i più grandi festival europei. Se possiamo fare un paragone possiamo tranquillamente affermare che come grandezza poteva essere paragonato all’Eurovision. Il festival si svolgeva all’interno del velodromo della squadra ciclistica dell’Astana che conteneva fino a 15.000 persone e veniva trasmesso in diretta nazionale (vedi video sul nostro canale youtube). All’evento partecipavano artisti selezionati da tutto il mondo e noi siamo stati molto felici di rappresentare l’Italia. Abbiamo soggiornato nella capitale per dieci giorni e venivamo portati ogni giorno con l’autista privato e la troupe televisiva a conoscere il pubblico che poi sarebbe venuto a vedere o avrebbe seguito l’evento live. Siamo stati perfino accompagnati in un centro commerciale a fare il firma-copie. Incredibile come l’italianità sia un tratto apprezzato moltissimo nel continente asiatico. Ci siamo sentiti fin da subito accolti a braccia aperte da una cultura differente dalla nostra. Per non parlare poi dell’esibizione davanti a 15.000 persone. Che dire, ci vengono ancora i brividi a ripensarci.

Questo periodo COVID-19, potrebbe essere di ispirazione per un nuovo brano?

Sicuramente questo periodo di permanenza nelle nostre case dovuto all’espandersi del Covid-19 può diventare un momento perfetto per elaborare idee lasciate indietro. Magari ne uscirà un secondo EP. Detto questo non vediamo l’ora che questa situazione si risolvi prima possibile per poterci ritrovare e finalmente poter far musica di nuovo fisicamente tutti insieme.

Analizzando la vostra musica emerge un’attenta ricerca tecnica, chi sono i vostri miti?

Esatto!!! Diamo moltissima importanza durante la fase compositiva alla ricerca tecnica. D’altro canto pensiamo che essa non debba rimanere fina a sé stessa. La musica per noi significa prima di tutto comunicare emozioni al pubblico. Sicuramente suoni un po’ più ricercati e arrangiamenti ben fatti sono gli ingredienti per ottenere un buon risultato ma non devono risultare troppo marcati. Per quanto riguarda i nostri miti potrei citarne così tanti da non lasciare più spazio ad altre domande dell’intervista. Diciamo che ognuno di noi ascolta generi diversi e tutto ciò che componiamo assimila i nostri gusti musicali. Potremmo citarvi artisti della musica italiana come Lucio Dalla e Battisti per poi passare al rock classico alla Deep Purple, fino ad arrivare a suoni più moderni come quelli dei Kings of Leon.

Quale canzone famosa avreste voluto scrivere?

Anche qui la lista sarebbe lunghissima…per citarne solo alcune “Space Oddity” di Bowie, “Shine on you crazy Diamond” dei Pink Floyd, “i heard it through the Grapewine” di Marvin Gaye e “Purple Rain” di Prince.

Che messaggio volete diffondere attraverso la Musica?

Non c’è un messaggio in particolare che vogliamo diffondere attraverso la nostra musica. Ogni pezzo riflette emozioni differenti che sono il prodotto del nostro stato d’animo. Il nostro intento è quello di far arrivare ognuno di questi sentimenti. Se ci riusciamo possiamo ritenerci soddisfatti.

• Che progetti avete per il futuro?

Ora stiamo ultimando il nostro primo EP che si chiamerà “A Piece of this World”. Successivamente abbiamo in programma di portarlo in giro questa estate (Covid-19 permettendo) per poi rimetterci in studio ed elaborare il prossimo lavoro. Rimanete aggiornati attraverso i nostri canali social per avere informazioni sulla data di uscita dell’EP ed i prossimi Live.

https://www.facebook.com/infoVinileOfficial/

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