Gli Armonight sono un gruppo musicale nato a Vicenza da un’idea del chitarrista Fjord e dal suo desiderio di condividere le proprie canzoni con il grande pubblico.
La band, composta da quattro elementi, debutta in un concerto live a Vicenza nel febbraio del 2007 con il nome di Elizabeth. In questo primi mesi di attività il successo tarda ad arrivare e i componenti non riescono a raggiungere quel feeling necessario per continuare il progetto, che a fine anno viene abbandonato. Ma Fjord, nel frattempo, ha conosciuto la chitarrista Lara, che condivide le sue idee e insieme decidono di ricostituire il gruppo con nuovi elementi. Arrivano così, nell’estate 2008, Isabel (basso), Ricky (batteria) e Irena (voce) e ritornano ad esibirsi in situazioni live con un nuovo nome, Armonight.
Nel 2009 la cantante Irene e la bassista Isabel lasciano e mentre il ruolo di cantante e prontamente sostituito da Sy, per quello al basso si utilizzano le prestazioni di alcuni turnisti.
L’anno successivo la band firma un contratto con la EmmeCiEsse e stampa il primo album Suffering and Passion, a cui fa seguire un tour fuori dai confini italiani, riscuotendo un ottimo consenso di pubblico e di critica. Nello stesso anno entrano in pianta stabile il bassista Frens e il tastierista Hokuto, a completamento della line-up.
Nel 2011 continua la fase ascendente della band in Italia e all’estero con un tour nel Regno Unito. Firmano per la Raven Heart Music Label per la produzione di un nuovo album e realizzano il loro primo DVD live durante un concerto del tour inglese.
In questo periodo Ricky lascia il gruppo e da questo momento gli Armonight non avranno più in formazione un batterista ufficiale, preferendo ricorrere a turnisti.
Il secondo album, Tales From the Heart viene pubblicato nel corso del 2012 e supportato da concerti e tour che aumentano la notorietà della band, che ora può contare sul consenso e il sostegno di numerosi fan.
Nel 2013 con il terzo disco, Recover, prodotto dalla Klasse1 Edizioni, gli Armonight segnano una svolta nel loro stile che abbandona gradualmente le sonorità gothic e symphonic metal dei lavori precedenti, per abbracciare un rock vivo e vivace che sottomette la parte sinfonica al clamore delle chitarre.
Who We Really Are, l’album uscito nel 2015, conferma la nuova vocazione della band verso un rock che attinge alle radici del genere per diventare qualcosa di diverso, pieno dei colori del blues, ma fortemente moderno e attuale. 

Chi siete nella vita di tutti i giorni e come vivete il vostro rapporto con la musica nell’ordinaria quotidianità?
Lara: Beh, diciamo che siamo dei musicisti 24 ore su 24. Ovviamente ognuno di noi ha i propri impegni e interessi al di fuori della band, ma ci sentiamo sempre dei musicisti, non solo quando siamo su un palco o in sala prove. È un modo di essere, non un ruolo da interpretare.

Cosa serve per diventare professionisti della musica? È stato un vostro obiettivo fin dall’inizio?
Fjord: dipende da cosa si intende per “professionista”, se si intende uno che riesce a pagarsi l’affitto coi proventi della propria band, allora penso che gli Armonight attualmente non conoscano la risposta! (ahahah!) Scherzi a parte, il musicista o lo fai per passione o fai a meno di farlo! Conosco troppa gente che mette su la propria band con l’intento di diventare ricco e famoso, a quelle persone mi verrebbe da dire che hanno sbagliato tutto! Noi non ci siamo mai posti questo tipo di obiettivo, facciamo solo del nostro meglio e poi ciò che arriva, arriva! Ad oggi possiamo ritenerci fortunati visto che, grazie ai nostri concerti e alla vendita dei nostri CD, riusciamo a far fronte a tutte le spese necessarie per la realizzazione dei nostri progetti, ma personalmente trovo che un vero musicista è colui che non riesce a fare a meno di suonare, così come non riesce a fare a meno di mangiare, bere...respirare!

Testi e musiche sono scritti esclusivamente da Fjord. Come si inseriscono nel processo creativo di un nuovo disco gli altri componenti della band?
Sy: Il processo creativo e l’impronta finale del brano dipendono molto anche da chi lo interpreta. Ed il fatto che noi tutti amiamo ciò che Fjord ci propone è uno sprone non indifferente per mettere tutti noi stessi in ciò che suoniamo o cantiamo. Diciamo che quelle che ci vengono date sono soprattutto delle linee-guida, che poi no i rielaboriamo secondo il nostro modo di vivere la musica, e quando ci troviamo a lavorare alle canzoni in sala prove, l’alchimia che si crea porta sempre a cercare di rendere il brano al meglio, ognuno con le proprie peculiarità e la propria espressività.

Quanto è importante per voi la ricerca e la sperimentazione di nuovi suoni? È anche questa un’attività delegata esclusivamente a Fjord, oppure, tutti i componenti vi partecipano?
Fjord: Intanto ci terrei a fare una precisazione alla domanda di prima, ovvero “qual’é il contributo dei componenti della band alle mie composizioni”. Chiariamo subito che pur non apportando alcuna modifica a ciò che compongo, bisogna ricordare che i brani degli Armonight suonano “così” proprio perché sono suonati da “questi” musicisti! Il fatto di non prendere parte a una composizione non vuol dire nulla. Io compongo e i miei colleghi interpretano ognuno la loro parte come nessun altro sarebbe capace di fare! Proprio perché fra di noi si è creato un feeling speciale e penso che questo sia il nostro vero punto di forza. Per quanto riguarda i suoni il discorso non cambia: oltre a comporre mi occupo anche dell’arrangiamento e pertanto mi capita spesso di lavorare con Sy per trovare la giusta interpretazione d el cantato o con Hokuto per la ricerca dei suoni di tastiera, ma ripeto, si tratta di collaborazione. L’obiettivo comune è la resa finale del brano.

La vostra attività tende a spingersi moltissimo oltre i confini nazionali. Che differenze avete riscontrato nel pubblico o nella gestione degli eventi musicali tra l’Italia e i Paesi europei in cui siete stati?
Lara: Suonare all’estero per noi è sempre entusiasmante. C’è molta differenza tra il pubblico italiano e quello di altri paesi dove ci siamo esibiti come Galles, Inghilterra, Olanda, ecc... le persone che vanno ai concerti si lasciano andare al divertimento molto più facilmente, sono più coinvolti. Penso sia anche una questione di cultura: in Gran Bretagna, per esempio, una buona parte della popolazione suona almeno uno strumento. Abbiamo conosciuto dei musicisti fantastici e alcuni anche molto giovani. Riguardo la gestione degli eventi musicali abbiamo i nostri appoggi all’estero, che per noi sono diventate persone di fiducia. Per ogni paese in cui siamo stati, sappiamo a chi fare riferimento per l’organizzazione, nel momento in cui dobbiamo tornarci a suonare. È rassicurante per noi, perché in Italia è tutto molto difficile. Fissare i concerti nei locali ormai è diventata un’impresa, mentre ti esibisci parte del pubblico non sempre risponde come vorresti e trovare collaboratori in gamba (agenzie di booking o per la pubblicità...) non è così semplice, purtroppo.

Parlando del vostro ultimo disco “Who We Really Are” avete dichiarato che esso rivela tutto il vostro amore per la musica rock. Ma cosa rappresenta realmente per voi questo genere? È solo puro divertimento o possiede ancora i connotati di rottura e ribellione delle origini?
Sy: Il rock che viene dall’anima ed è fatto col cuore è e sarà sempre una forma di ribellione. Chiaro che i temi, da Woodstock ad oggi, sono cambiati e, purtroppo, le rock band costruite “a tavolino“ dai vari talent non aiutano a mantenere vivo lo spirito di questo genere musicale che si avvicina ai gusti di tutte le età. La ribellione è contro gli avvenimenti della nostra quotidianità, gli schemi che la società perbenista vorrebbe imporre, verso la negatività dilagante. Ed è proprio per questo che per noi è il genere perfetto: è energia, adrenalina, voglia di divertirsi e soprattutto, come dice lo stesso titolo dell’album di essere solo ed esclusivamente “chi siamo davvero”. Pochi fronzoli e tanta sincerità. E lo si può vedere a ciascuno dei nostri concerti.

I brani, The Stray Dog Blues e Who We Really Are sembrano descrivere la filosofia musicale degli Armonight. Questi pezzi rappresentano il desiderio di mostrare lo spirito spensierato della vostra band o sono stati scritti per qualche altra ragione e hanno un significato più profondo?
Fjord: Hai detto bene: questi brani descrivono la filosofia musicale degli Armonight! Nei testi è specificato tutto in maniera chiara ed esplicita, senza lasciare spazio a chissà quali interpretazioni. Non siamo dei concettuali, non ci piace parlare di argomenti complicati, preferiamo manifestare, come dici tu, il nostro spirito spensierato nel più semplice dei modi.

Qual è il vostro rapporto con il pubblico e la critica? Sono spettatori ininfluenti o in qualche misura condizionano la vostra attività?
Lara: Se dovessi dare un punteggio direi critica - 0, pubblico...mah, non saprei, sicuramente più della critica! Il pubblico per noi è molto importante perché senza il pubblico e i fan non saremmo nessuno. Tuttavia dal punto di vista musicale facciamo sempre di testa nostra, non ci facciamo influenzare da persone esterne. Piuttosto ci influenzano le nostre esperienze, la nostra voglia di crescere come band, la vita in generale. Il fatto che ci sia stata una rinascita stilistica con la pubblicazione del quarto album dimostra quello che ho detto. Non abbiamo paura di dimostrare quello che siamo e non facciamo niente per far piacere agli altri. Quello che cerchiamo di dare al pubblico come ricompensa lo si vede durante i live, che vengono sempre apprezzati.

Parlateci dei vostri progetti attuali e futuri e aggiungete qualsiasi cosa per concludere al meglio questa intervista.
Sy: Attualmente abbiamo cominciato a lavorare al nostro quinto album. Non vi anticipiamo nulla, ma preparatevi perché sarà una bomba! Tra i buoni propositi per l’anno nuovo c’è assolutamente l’organizzazione di quante più date possibili, in Italia ed all’estero. Seguiteci sui network e sul nostro sito per restare sempre aggiornati. Vi aspettiamo ai nostri live per bere, ballare e far casino insieme!! Long live rock’n’roll!!

Andrea Messidor e Alessandra Scalabrin
alessandra.s@pressmusic.it

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