La novità di questo mese, qui ancora non si vede; per ora ce la gustiamo soltanto noi... dai computer della nostra redazione. E già, perché finalmente abbiamo iniziato i lavori per il nuovo sito di Press Music che, vi assicuro, sarà una bomba!
Niente anticipazioni, vi dirò soltanto che manterrà alcune delle funzioni del vecchio con modalità più intuitive e moderne, e molto, molto altro ancora.
Per ora lo stiamo testando e credo che lo metteremo in rete a fine anno o, al più tardi, a inizio 2018, senza fretta, perché vogliamo si distingua da tutti gli altri, per bellezza, ma anche per funzionalità.

In un Paese in piena crisi economica, dove politici ed economisti di vari colori dichiarano ogni giorno che il peggio è ormai passato, il dramma più grande non è tanto la mancanza di soldi (magari sì, un po’ anche quello), ma quello delle idee e degli ideali.
Continuiamo a costruire il nostro ideale sulla via migliore da percorrere per “vivere” o “sopravvivere“ dentro una società che altri hanno edificato per noi, ma a misura di qualcun altro.
Siamo convinti di essere liberi e che non sia più necessario cambiare radicalmente la nostra società, ma imparare a sfruttare le nostre qualità per emergere e fare... soldi. Per non perdere tempo a inseguire illusioni ci sono anche i tutorial pubblicati sui Social, a insegnarci i metodi più corretti e confacenti alle nostre caratteristiche.
Questo senso di libertà di cui andiamo fieri, lo leggiamo e vediamo tutti i giorni su Facebook, dove il reale e il virtuale, diventano la stessa cosa, anzi, diventano la sola realtà per milioni di persone. Così, leggiamo di persone che cercano solidarietà e aiuto dagli amici (non si sa se reali o virtuali), perché colpiti da malattie gravi; altri che confessano la propria disperazione per una vita spesa a inseguire sogni e che sono arrivati all’ultima spiaggia; musicisti che “leccano” il politico di turno perché, scopriamo, li ha fatti suonare nella sagra del paese... Facebook, insomma, in un tempo in cui non è più possibile fare il “matto” sopra una cassetta nella piazza della città ad arringare la folla, è uno spazio in cui possiamo dire o raccontare (quasi) qualsiasi cosa.
Facebook è la nuova piazza ma, sebbene molti utenti scrivano senza prima pensare, non ha la spontaneità che troviamo, invece, nelle parole di una persona che ci sta parlando direttamente né, dall’altra, sappiamo come reagisce e come interpreta le nostre argomentazioni chi legge ciò che scriviamo.
Fin qui direte, niente di strano, è come quando si legge l’articolo di un giornale. Vero. Se non fosse che per milioni di utenti i Social non sostituiscono il linguaggio scritto, ma quello verbale e confidenziale. Facebook è lo specchio virtuale di come erano i nostri rapporti sociali 15-20 anni fa, ma molto meno emozionante.
In questa piazza troviamo tutti: il matto e il saccente; il disperato e il contento; lo sfigato e il figo; il lecchino e il politico; il musicista e il cacofonico; gli amici che ci tolgono l’amicizia facendoci arrabbiare, come fossero veri... Ma troviamo anche i commercianti convinti di aver trovato nei Social un Eldorado, che come tanti ambulanti vogliono venderci qualcosa, disperdendo le proprie energie in post inguardabili, senza la minima cura nell’offerta e che pochissimi noteranno.
Viva Facebook, allora. L’ultimo spazio di libertà che ci è ancora concesso, insieme alla nostra casa (almeno fino a quando continueremo a pagare il mutuo o l’affitto) e all’abitacolo della nostra auto (solo quando non la stiamo guidando).

Questo mese apriamo, come di consueto, con l’articolo di Mario Tio, che per Materiale Resistente presenta una band padovana con una forte passione per il genere cinematografico Horror: i Craven (nome che omaggia il regista Wes Craven). Chi volesse vederli in azione potrà farlo il 21 ottobre al Grind House Arci Club di Padova e il 31 ottobre, per la festa di Halloween, al Ricky’s Pub di Abbazia Pisani - Villa del Conte (PD).

A seguire, l’appetitosa recensione di Andrea Messidor e Anna Pratt dell’osteria Diavolo Rosso di San Pietro di Stra in provincia di Venezia. Il diavolo, questa volta, è stato promosso!... anche se con qualche riserva. Invito anche voi a provare la cucina di questo ristorante e a raccontarci la vostra esperienza sulla nostra pagina Facebook.

Lucio Lenni presenta e vota il disco Sadomasokissme dei Give Us Barabba, una band che si propone come novità assoluta nel panorama musicale veneto, con testi ironici e dissacranti, accompagnati da una musica che fonde insieme moltissimi generi: Metal, Rock, Funky, Jazz e Reggae.

Ed eccoci al secondo appuntamento con PressRiffs di Nicola Livio, che questo mese si cimenta con il celebre brano dei Led Zeppelin, Whole Lotta Love. Il riff di questa canzone è uno dei più famosi della storia del Rock, suonato da Jimmy Page con la sua Gibson Les Paul Standard Sunburst del 1958 amplificata da un Vox Super Beatle. L’articolo è collegato a un video, che Nicola ha caricato sul nostro canale YouTube e che potete visionare inquadrando con il vostro telefonino il QR stampato sulla sua pagina.
A proposito, quello stampato sulla pagina precedente vi collegherà istantaneamente al nostro sito.

Chiude la rivista un bell’articolo sui Coldplay di Roberto Nese, che ritiene necessario dividere la loro carriera in due fasi distinte.
I primi dieci anni della band sono descritti da Roberto come “spettacolari”, una sequenza di canzoni che resteranno nella storia; gli anni successivi un abbandono della creatività, e la scelta di fare una musica soprattutto  “commerciale”.


Roberto Pratt
robertopratt@pressmusic.it

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