Non ci posso credere! Ogni tanto mi giungono all’orecchio alcune notizie che per la loro assurdità sono oltremodo inverosimili. Sentite questa: alcuni gestori di locali non renderebbero disponibile al pubblico Press Music perché non contiene la loro pubblicità! PM gli viene consegnato regolarmente tutti i mesi e questi lo nasconderebbero in luoghi inaccessibili, oppure, nel peggiore dei casi, lo getterebbero nella spazzatura pur di non farlo vedere ai loro clienti. Alcuni lettori segnalano che lo devono richiedere esplicitamente al gestore, che glielo consegna prelevandolo da sotto il bancone… Converrete anche voi che non possono essere plausibili questi racconti della “rivista che scompare”, eppure, alcuni i nostri lettori segnalano una certa difficoltà nel reperirla.
Ma, proviamo a immaginare per assurdo che queste storie siano vere, così, tanto per giocare e farci quattro risate. Dicevo, se fossero vere sarebbe come se i titolari dei locali pubblici buttassero via la TV perché negli spot che trasmette non c’é la loro pubblicità o quella dei prodotti che commercializzano. I loro elaborati pensieri potrebbero essere: “La pubblicità della ‘Pinco Palla Beer’ non va bene perché sensibilizza i clienti a bere una birra che non trovano nel mio locale! Spengo tutto, non vorrei andassero a berla in un locale concorrente”. Sarebbe come riconoscere il valore della pubblicità su Press Music e la scarsa considerazione che hanno della propria offerta: “Meglio che i miei clienti non siano messi nella condizione di capire la povertà della mia offerta a confronto con quella della concorrenza”. Già, perché proprio questo è uno dei ruoli che ha la pubblicità: dare gli strumenti al consumatore per poter scegliere il prodotto migliore e, a chi la fa, gli stimoli per migliorarsi attraverso il confronto con i competitori. L’imprenditore che non fa pubblicità rivela tutti i suoi limiti nel comprendere questa materia e nel fare commercio con gli strumenti giusti; di solito ritiene di saperne una più del diavolo e non capisce perché i grandi marchi (quelli per intenderci che ce li sognamo anche di notte) abbiano continuamente bisogno di promuoversi (e non sarò certo io in questa sede a spiegarglielo). Vi viene in mente qualche altro pensiero divertente dell’imprenditore che non fa pubblicità? No? Ci provo io: “L’unica pubblicità che faccio è quella sui social, senza dubbio la migliore: la vedono ogni volta mille, duemila, tremila, o più persone; lo so che la vedono con la coda dell’occhio, talmente tante sono le promozioni che inflazionano le bacheche degli utenti, ma che importa, tanto è gratis”.
Con quest’ultimo pensiero la smetto di dilungarmi su queste “voci impossibili” perché, in fin dei conti, il mio lavoro è fare informazione, non vendere pubblicità. Anzi, vogliano scusarmi con i commerciali di PM se ho scritto qualcosa che, nella mia “ingenuità”, possa turbare la loro azione, ma come ho sottolineato all’inizio di questo editoriale è solo un gioco per divertirsi commentando alcune alcune voci in circolazione a cui non credo. Credo invece nel ruolo importante di PM nel dare soprattutto una valida informazione e che questa sua caratteristica, premiata dai numerosi lettori che lo cercano e lo leggono, porti a dare la giusta visibilità ai nostri inserzionisti.

Prima di lasciarvi sbirciamo velocemente come al solito tra i contenuti di questo numero...
MarioTio racconta i Catarrhal Noise, un’originale band che da poco è tornata in attività. 
PressStage Band Collection #11 presenta, Miss Emerald, l’unica tribute band italiana a Caro Emerald.
“Se la vita fosse una canzone, vorrei che la mia fosse cantata dalla donna che amo”. Il non tanto vago riferimento a At Last di Etta James non è per niente casuale, perché la cantante che ci presenta Alessandra Scalabrin questo mese è proprio lei. Etta James è una delle voci più belle della musica soul e blues di ogni tempo e conoscerla in questo articolo sarà anche per voi un vero piacere.
I Grace, un gruppo originario di Rovigo, sono la Selected Band di maggio dalla proposta musicale molto originale e interessante.
Marco Crimi chiude questo numero con un editoriale da leggere e rileggere con ammirazione. Dico ammirazione per la capacità che possiede di mettere in connessione gli argomenti apparentemente più disparati con semplicità e coerenza. Il suo incipit trae spunto dalle contraddizioni e dalle prevaricazioni del potere dominante, che gode e applica le sue regole con la naturalezza della tirannia, ma che nonostante tutto possiede ancora alcune falle da cui trarre qualche speranza di una vita migliore. Una di queste è la musica, come momento di crescita interiore, ma anche come percorso collettivo di socializzazione e di ribellione ai sopprusi.


Roberto Pratt
robertopratt@pressmusic.it

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