Il mondo dei musicisti rispecchia un po’ quello di tutte le altre categorie di persone e non si capisce perché dovrebbe essere altrimenti.
Quando s’incontrano i loro rapporti sono quasi sempre molto amichevoli, pieni di affetto e di ostentata stima… ma… ma, in fondo è facile accorgersi che dietro la loro cordialità, alberga spesso una sorta di rivalità e quella che potremmo definire “invidia” per i successi altrui.
Nulla di male, anzi, la rivalità e la competizione sono due stati d’animo che permettono a tutti noi di crescere per distinguerci dagli altri; la sana invidia, invece, è figlia dell’ammirazione.
Per essere invidiosi, non è necessario augurare la morte di chi ha più successo di noi, ma qualche accidente, magari di poco conto, sì.
A parte gli scherzi, l’invidia è uno dei vizi capitali più disprezzato, ma se ci pensiamo bene è un meccanismo con cui molte persone dalle qualità discutibili tengono viva la propria autostima, sminuendo e portando al loro livello le qualità di talenti altrimenti irraggiungibili. L’invidia è, insomma, un’ammirazione profonda per qualcuno, che trasformiamo in risentimento e antipatia come se ci avessero tolto qualcosa che ci spettava di diritto.
Chi non è mai stato invidioso alzi la mano. L’invidia è parte integrante del pensiero e del comportamento umano e, se non si trasforma in patologica ossessione, diventa anch’essa uno stimolo a fare di più.
Mi viene in mente il bel film di Milo Forman, Amadeus, sulla rivalità tra Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri. Nonostante la vita dei due compositori sia qui alquanto romanzata e non corrisponda esattamente alla verità è comunque un’opera ben fatta e che ben descrive a cosa può condurci l’essere invidiosi.
Nel film, Salieri trasforma la sua “sana” rivalità in invidia “malata” perché è convinto di non essere in grado di eguagliare la musica sublime che scaturisce dalla mente di Mozart. Tutte le volte che l’incontra lo adula e lo celebra, dimostrandogli una stima senza riserve; dietro le spalle lo disprezza e tenta di screditarlo in ogni modo. Arriva perfino a ferire la sua famiglia e non mostra alcun scrupolo nel portare il povero Mozart alla morte.
Come ho detto, essere invidiosi a volte è utile se sappiamo gestire questa nostra caratteristica per dare il meglio di noi, anziché indirizzarla patologicamente per tentare di distruggere qualcun altro.
Popolo di musicisti volete distinguervi dalle altre categorie di umani? Allora, evitate di comportarvi come tanti Salieri ossessionati dai successi altrui: potete essere tutti dei magnifici Mozart invidiosi.

E ora, cosa ci aspetta nel PM di questo mese?...

Materiale Resistente di MarioTio è interamente dedicato alla quinta edizione del Padova Metal Fest. Il festival ha riscosso un così grande interesse da permettergli di crescere a ogni edizione, aumentando la proposta di band provenienti dall’Italia e da molti altri Paesi stranieri. Tre serate che animeranno Torreglia (PD) dal 5 al 7 agosto, nello stupendo parco del Lago Verde.

PressStage, la grande raccolta a schede da ritagliare e conservare, si arricchisce questo mese con i The Wild Scream, un gruppo musicale rock di origini padovane-veneziane nato nel 2011. Nel dicembre del 2014 la band ha pubblicato il loro primo interessante disco, Horus, una raccolta di emozioni tradotte in musica e parole, dove l’ascoltatore si lascia trasportare.

The Crystal Bricks è la Selected band di luglio. Un gruppo rock formatosi nel 2010 con un grande progetto: condividere la propria anima attraverso la musica, per creare esclusivamente emozioni. 

Alessandra Scalabrin dipinge un accurato profilo della grande Tina Turner: uno spirito indomito, una volontà inarrestabile, che nemmeno un destino avverso ha saputo domare; un amore che l’ha tenuta legata per anni a un uomo brutale, fino al lieto fine.

Il punto di arrivo di Marco Crimi, direttore di PM, pone l’accento sul significato della comunicazione e di come questa stia evolvendo grazie alla nostra necessità e al nostro forte desiderio di svincolarci dai luoghi comuni e di rileggere, da punti di vista diversi, ciò che continuamente ci viene propinato dal pensiero dominante.

Roberto Pratt
robertopratt@pressmusic.it

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