Che cos’è Press Music Magazine? Il sottoscritto e la redazione tutta se lo sono chiesti all’inizio di questa avventura editoriale. La nostra idea di fondo era, ed è tuttora, quella di dare spazio e voce a quegli artisti della musica che meritano di essere sostenuti e avere visibilità nei confronti del grande pubblico.
“Che meritano”, direte voi, è un’affermazione opinabile, ma per noi meritarlo significa avere la musica nel cuore e il desiderio di impegnarsi, alcune volte per crescere, altre per affermare le proprie idee e passioni.
In altre parole, non ci interessa particolarmente dare ulteriore visibilità a chi ne ha già a iosa solo per ottenere più facilmente sponsorizzazioni e sostegni economici, ma ci gratifica molto di più avere un ruolo che potremmo definire di servizio sociale, contribuendo a diffondere la musica di qualità (o che perlomeno abbia questa potenzialità) di artisti poco conosciuti e che spesso non hanno nulla da invidiare ai colleghi più blasonati per tecnica e idee, o solo per desideri e passioni (la tecnica verrà con l’esperienza). Per fare questo al meglio abbiamo messo da parte i nostri pregiudizi e gusti personali in fatto di musica, per dare spazio alle band, sulla base dell’ordine di arrivo delle loro richieste di pubblicazione in redazione, all’interno di rubriche con caratteristiche ben precise: PressTune, di fatto, è l’unica rubrica che pone delle discriminanti e a cui accedono, almeno fino ad oggi, solo quelle band che hanno un minimo di produzione propria, indipendentemente dal genere. Poi, per scongiurare qualsiasi possibilità di condizionamento involontario nelle scelte, abbiamo creato PressStage, una rubrica alla quale possono accedere davvero tutti i musicisti, di qualsiasi estrazione e grado di preparazione tecnica.
Ci rendiamo conto della difficoltà ad accontentare tutti per i limiti strutturali del magazine (leggi, numero di pagine), ma speriamo di crescere e riuscire ad offrire sempre più spazi di visibilità.
Questo nostro comportamento o predilezione, a volte suscita le critiche negative di alcuni musicisti che si ritengono arrivati (e probabilmente lo sono davvero) e portatori eccellenti dell’arte della musica, forse perché ritengono che dovremmo essere noi a invitarli nel nostro magazine, oppure, dall’assunto che la loro presenza darebbe maggior prestigio alla rivista. Generalmente sono troppo pieni di sé per rivolgere alla redazione una richiesta di pubblicazione che li assocerebbe indegnamente al “popolo” degli altri musicisti meno noti (o meno nobili?) che, invece, ci contattano “umilmente” per essere pubblicati. A me personalmente questi musicisti “criticoni” sono perfino simpatici, perché le loro parole, in definitiva, rappresentano la forte determinazione che possiedono e la fiducia nei mezzi e nelle qualità che certamente hanno. Posso comunque garantire anche a loro che PM non preclude l’ingresso a nessuno e che se ci invieranno una richiesta, prima o poi saranno pubblicati. Prima o poi perché, ovviamente, sarà rispettato l’ordine di arrivo delle richieste stesse. Cari amici, non me ne vogliate se involontariamente ho offeso qualcuno di voi; se le pagine di PM non vi interessano, potete tranquillamente continuare ad esprimere le vostre idee negative. Amo moltissimo le critiche, alcune volte mi aiutano e ne faccio tesoro, altre sorrido e faccio finta di niente. 

Ed eccoci brevemente ai contenuti del magazine.
Debutta questo mese un nuovo contenitore dedicato alla “musica per immagini”, PressAlbum curato da nostri fotografi Elisa Morello e Massimo Bertolini
Inaugura la rubrica il The Best Italian Guitars con protagonisti Ricky Portera e Maurizio Solieri.
Gli Awake The Sun è la band, con una proposta musicale originale tra il dark e il progressive metal, presentata da MarioTio in Materiale Resistente.
La Selectd Band di aprile sono i Maieutica, che hanno da poco pubblicato il nuovo album R.E.S., dalle atmosfere suggestive e coinvolgenti. 
Continua la raccolta di PressStage, la nostra enciclopedia della musica nel Veneto, con la scheda #10 dedicata ai The Trash Mode, una band che riscrive con improvvisazioni e creatività, la musica dei Depeche Mode.
Björk è la “Signora della musica” raccontata questo mese da Alessandra Scalabrin. La cantante islandese è un’artista difficile da descrivere e definire per il suo eclettismo, che le ha permesso di attraversare quasi tutti i generi e per la grande creatività che possiede, portatrice di innovazioni e sperimentazioni.
Il direttore Marco Crimi, infine, dopo qualche mese di pausa, ritorna con i suoi editoriali godibilissimi e traboccanti di idee, spunti e suggerimenti per salvare il nostro bene più prezioso: la nostra capacità di vedere e pensare senza condizionamenti, oltre le apparenze.

Roberto Pratt
robertopratt@pressmusic.it

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