PressROOM | RUMORI DI FONDO: SADOMASOKISSME | OTTOBRE 2017

Sin dagli anni Settanta la musica demenziale ha portato avanti la sua battaglia contro il pensiero comune e le verità precostituite. Basti pensare al lavoro di Frank Zappa, per quanto riguarda la scena americana e internazionale, e gli Skiantos per quella italiana. Il Rock demenziale è quasi sempre stato un genere di nicchia e non è mai riuscito veramente a coinvolgere le masse, a parte qualche raro caso, che in Italia si è incarnato negli Elio e le Storie Tese, che hanno saputo essere allo stesso tempo morbidi e pungenti per riuscire a catturare anche l’attenzione dei media. Per quanto riguarda la realtà del Veneto esistono da circa cinque anni i Give Us Barabba, una band che si propone come novità assoluta del panorama musicale, portando testi ironici e dissacranti, accompagnati da alcune delle musiche più varie che abbia mai sentito: Metal, Rock, Funky, Jazz e Reggae fusi insieme.

A distanza di tre anni dal disco d’esordio, “Penis Barbecue”, che risultava tutto sommato una buona produzione ma forse ancora un po’ acerba, arriva nel febbraio 2017 “Sadomasokissme”, un LP di dieci tracce che finalmente esprime pienamente le capacità musicali del gruppo.

L’ottima introduzione, An International Acrobat Reader, consente già l’assaggio di quello che sarà l’intero disco: la commistione di generi al limite del comprensibile e la forte accezione demenziale dei testi.

Libertà sessuale, libertà sessuale a tutti i costi! Questa la freccia scagliata da Sadomasokissme, che presenta un testo riuscitissimo e ben strutturato, la musica ineccepibile a tutti i livelli, complessa ma sempre ben interpretata. Dare al disco l’omonimia con questo pezzo è stata una mossa certamente azzeccata.

Your mother is my father presenta un ottimo ritornello, bello e facile da ricordare, anche se le strofe hanno meno mordente. Mi ha colpito la potenza vocale di Alessandro Numa, che riesce anche ad avere un cantato leggero e delicato quando serve. Il testo è chiaro ma non esplicito nel significato, quindi apprezzabilissimo perché si lascia anche interpretare.

Purtroppo la serie positiva sembra interrompersi con Drink Wine = Ass Flames, che non riesce ad avere una melodia sufficientemente accattivante; la chitarra e il basso si perdono un po’ nell’intreccio delle strofe, mentre il ritornello autoironico risulta simpatico, ma nulla di più.

My review “Sax” (notate il gioco di parole fra Sax e Sucks) si presenta con musiche sufficienti, non indimenticabili, con una nota di merito che va sicuramente al testo assolutamente non scontato, dedicato ai recensori ottusi, che criticano aspramente senza fare neppure lo sforzo di capire la loro musica.

Ed ecco che fra tastiere e chitarre ispiratissime, basso e batteria perfettamente coordinati, sax e voce sempre adatti, arriva l’ottima Spider Banana (Phoneutria Nigriventer), dedicata al ragno classificato come uno dei più velenosi al mondo, famoso per il priapismo indotto nelle sue vittime. Dopo la title track questa è sicuramente la canzone più riuscita.

Dopo un intermezzo particolarmente pungente, Rio 2016 (un assurdo riferimento ai giochi olimpici del Brasile?), poco utile perché non funge da reale separatore, dato che l’intero disco si trova già su questa falsariga, troviamo Lollipop Flavoured Horse Steak, dalle sonorità tipiche dell’Heavy Metal. I testi continuano ad essere belli e divertenti, ma non fanno mai trasparire un significato aldilà della goliardata (e se c’è non è chiaro).

The Troubled Story of Boris Becker’s Balls è un pezzo stranissimo, per niente chiaro nella struttura e nella melodia che si modifica continuamente e intrappolando l’ascoltatore in una tempesta di cambi di ritmi e strumenti: partendo quasi come una canzone per infanti, prima diventa Reggae, poi Progressive, lanciando addirittura una citazione di Eins Zwei Polizei (di Mo-Do, famosa dance ballad degli anni ‘90) in stile metal. I Give Us Barabba sono questo: trash e volgarità immerse nella musica migliore che loro sanno fare. E lo confermano chiudendo il disco con Bambolardo, dall’ispirazione Power Metal, ulteriore conferma della loro incredibile capacità tecnica.

La demenzialità senza un fine, senza un significato aldilà delle assurdità, ha trovato degli ottimi spazi nel panorama musicale anche internazionale (basta pensare agli Steel Panther), però lascia sempre quell’amaro in bocca, quella domanda che rimbalza dentro alla testa “che cosa sto ascoltando?”, in più in “Sadomasokissme” c’è anche una forte impronta trash, fra strampalate citazioni ai Queen, a Mal e a Wanna Marchi. I Give Us Barabba è come fossero il Mago di Oz al contrario, cercano di 
sembrare una buona band, celandosi dietro le quinte di una
incredibile capacità di fare musica.

Lucio Lenni
lucio.l@pressmusic.it

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