Miei carissimi lettori, il nostro viaggio alla scoperta di donne straordinarie, che con la loro voce hanno lasciato un segno nel tempo, nella storia e nella musica, questa volta prosegue con un’artista che odia la guerra e ha dichiarato la sua lotta per il trionfo del bene sul male, utilizzando proprio la musica e la sua incantevole voce come armi, per abbattere i muri dell’odio, dell’intolleranza e dell’ingiustizia.
Ma prima di parlarvi di questa donna meravigliosa, voglio fare una piccola divagazione:
A cosa serve la musica? Vi siete mai fatti questa domanda?
Tutti noi siamo consapevoli di vivere in una società dove il business ha fagocitato quasi ogni cosa, che esiste solo finché lo nutre; pensate al commercio che per arricchirsi ci induce a consumare sempre più in fretta, anche le cose più inutili, facendoci credere che tutto è sullo stesso piano e ha poco o nessun valore.
Questo purtroppo accade anche per la musica, oltre che in ogni aspetto della nostra quotidianità.
Distratti dalla vita frenetica in cui viviamo, mi chiedo se abbiamo veramente perso la capacità di ascoltare.
Forse sono troppo romantica o troppo sentimentale, ma per per me la musica è espressione, comunicazione, un momento vissuto che si fissa nell’infinito, la condivisione della purezza delle nostre emozioni.
Una canzone può cambiare il nostro stato d’animo donandoci speranza e forza, oppure, può farci cadere in uno stato di tristezza e malinconia; una canzone può farci sognare, viaggiare lontano, attraversare il tempo o addirittura fermarlo. Una canzone è per sempre!
E allora, se la musica è portatrice di sentimenti cosi importanti, la si può utilizzare anche come messaggera di pace tra i popoli? Sembra proprio di si.
Miei cari PressReaders, in questo nuovo numero di Press Music diamo il benvenuto a una donna dalla voce angelica e molto speciale, la cantante Israeliana Noa.

Achinoam Nini, questo il suo vero nome, nasce a Tel Aviv nel 1969 da una famiglia di origini yemenite.
Aveva solo un anno quando i suoi genitori si trasferirono negli Stati Uniti; il clima di ostilità che si era creato a causa della proclamazione dello stato d’Israele li costrinse ad abbandonare il loro paese e la loro casa. 
Cresciuta nel Bronx, fin da bambina dimostra una grande passione per la musica e già all’età di otto anni comincia a comporre le sue prime melodie, cantando e deliziando amici e parenti. 
Studia alla High Scool di New York fino a quando, all’età di diciassette anni, in preda a una profonda crisi d’identità e al richiamo della sua terra, decide di tornare in Israele dove completerà la sua formazione in campo musicale presso la Rimon School a Ramat Hasharon.
Il ritorno nella terra natia la obbligherà a prestare il servizio militare per due anni, ed è proprio qui, sotto le armi che comincia a cantare in pubblico. Noa ricorderà spesso lo smarrimento di questo periodo: “Ero sola, in mezzo a ragazze che parlavano un ebraico che non capivo, si dormiva con il fucile sotto al letto”.
Qualche anno più tardi, sposerà il medico pediatra Asher Barak, conosciuto all’età di quindici anni e da lei scherzosamente soprannominato “l’angelo dallo stetoscopio rosa”. Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Ayheli, Enea e Yumun.
Il successo artistico arriva nel 1990, quando inizia a collaborare con Gil Dor, chitarrista e co-fondatore della Rimon School of Jazz e Musica Contemporanea. Il debutto in duo, avvenuto nel 1991 al Festival Jazz di Eilat, ebbe un successo clamoroso e in seguito a questa fortunata esibizione, Gil diventerà il suo direttore musicale e artistico, nonché co-sceneggiatore e arrangiatore, produttore e chitarrista. 
Noa è stata la prima cantante e compositrice Israeliana a condividere il palco con artisti di fama internazionale come Sting, Pat Metheny, Quincy Jones, Stevie Wonder, Andrea Bocelli e il suo talento e la sua capacità compositiva, l’hanno portata a calcare i palcoscenici di tutto il mondo, dall’Europa al Giappone.
Protagonista di numerosi festival di musica etnica e pacifista, Noa con la sua preziosa voce continua ancora oggi a celebrare lo spirito umano, l’amore e la speranza; la sua interpretazione dell’Ave Maria in Vaticano nel 1994 dinanzi a Papa Giovanni Paolo II, ha commosso il mondo.
Achinoam Nini Noa, che in ebraico significa Sorella di pace, è una cantante carismatica e spirituale, che attraverso la voce diffonde gioia ed entusiasmo. Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali e l’amore che trasmette è capace di superare tutte le frontiere culturali. La sua musica è la più autentica espressione di come le canzoni in taluni casi, possano aiutare le comunità del mondo a costruire fra loro ponti, dialogo e gesti per eliminare i conflitti, ma anche una ricerca delle proprie radici, scavando nella memoria, dove spesso si annidano immagini oscure e orrori, come fu la Shoah per il suo popolo.
Miei cari lettori, anche questa volta è arrivato il momento di salutarci e la canzone che ho scelto per voi si intitola Beautiful that way. Scritta da Nicola Piovani e stupendamente interpretata da Noa, è il tema principale della colonna sonora del film La vita è bella di Roberto Benigni, un film straordinario che fu premiato con l’Oscar.

BELLA COSI | Noa

Sorridi, senza una ragione
Ama, come se fossi un bambino
Sorridi, non importa ciò che ti dicono
Non ascoltare una parola di quello che dicono,
perchè la vita è bella così

Lacrime, un’ondata di lacrime
Una luce che lentamente sbiadisce
Aspetta, prima di chiudere la tenda
c’è ancora un altro gioco da fare,
e la vità è bella così

Qui, nei suoi occhi per l’eternità
Ti starò sempre tanto vicina
come tu ricordi quanto lo fossi prima

Adesso, che sei là fuori da solo,
ricorda, ciò che è reale e
ciò che sogniamo che sia solo amore

Continua a ridere con gli occhi
Presto, (arriverà) il premio che tanto aspettavi
Dimenticheremo il nostro dolore
e penseremo a un giorno più luminoso,
perchè la vita è bella così

Dimenticheremo il nostro dolore
e penseremo a un giorno più luminoso,
perchè la vita è bella così

C’è ancora un altro gioco da fare,
e la vità è bella così

Alessandra Scalabrin
alessandra.s@pressmusic.it

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