Miei carissimi lettori, il nostro viaggio questa volta ci riporta in Italia per festeggiare i settantacinque anni di un’artista che dagli anni Cinquanta ad oggi ha interpretato qualcosa come 1.500 canzoni e venduto oltre 150 milioni di dischi.
Considerata universalmente la più grande cantante italiana, nel corso della sua ineguagliabile carriera ha ottenuto premi e riconoscimenti non solo per le sue canzoni, ma anche per il ruolo centrale che ha avuto nella storia della televisione italiana. 
Miei cari PressReaders, in questo nuovo numero di Press Music diamo il benvenuto alla tigre di Cremona, l’impareggiabile Mina

Anna Maria Mazzini, conosciuta con lo pseudonimo di Mina, nasce a Busto Arsizio il 25 marzo 1940. Aveva solo tre anni quando la famiglia decise di trasferirsi a Cremona, città in cui passerà la sua giovinezza e dove inizierà a muovere i primi passi esibendosi come cantante. A trasmetterle l’amore per la musica fu la nonna Amelia, una cantante lirica che la seguì e la invitò a prendere lezioni di pianoforte. 
Dopo aver concluso le scuole medie, iniziò a frequentare l’Istituto tecnico commerciale statale; questo indirizzo, però, non rispondeva alle sue inclinazioni e alla fine del quarto anno lasciò la scuola dedicandosi a ciò che più la appassionava: il canto.
Mina era una ragazza molto bella, piena di entusiasmo e simpatia, la sua voce era eccezionale e con la sua stravagante gestualità sapeva muoversi perfettamente, mantenendo un senso del ritmo in modo impeccabile. Sarà il produttore discografico Davide Matalon, in una delle tante serate passate nei locali di tendenza dell’epoca, ad accorgersi di lei e delle sue potenzialità, e a procurarle un contratto.
Il successo non si fece certo attendere e già nel 1959 con il brano Tintarella di luna, raggiunse per la prima volta la prima posizione in Hit-Parade. 
Nel 1960 partecipò al Festival di Sanremo posizionandosi all’ottavo posto e nel 1961, dopo un anno ricco di successi con i suoi singoli, si ripresentò al festival con la canzone Le mille bolle blu. Purtroppo, il ritmo frizzante e i vocalizzi particolari della canzone non convinsero i giudici e Mina ne rimase fortemente delusa. L’esperienza sanremese la cambiò profondamente, ma la sua popolarità non venne minimamente intaccata e Le mille bolle blu diventò un grande successo di vendite e di ascolti. Il prestigio tanto ambito, invece, arrivò grazie all’interpretazione della canzone Il cielo in una stanza, scritta da Gino Paoli: questo brano sarà il 45 giri più venduto dell’anno ed entrerà in classifica anche in Spagna e negli USA. Il cielo in una stanza rimase in assoluto uno dei suoi massimi successi e proprio grazie a questo brano, Mina, da urlatrice scanzonata, si rivelerà un’interprete matura e raffinata della canzone d’autore. 
Una curiosità: negli anni Sessanta venivano definiti “urlatori” quei cantanti che interpretavano con rabbia le proprie canzoni; questo stile alquanto ribelle si differenziava notevolmente dalle generazioni di cantanti conosciuti negli anni precedenti e diede vita a una vera e propria rivoluzione in campo musicale.
Mina divenne ben presto famosa, la cantante più fotografata, inseguita, richiesta, e sue erano le copertine dei giornali, le canzoni alla radio e il tutto in brevissimo tempo. In molti, infatti, le invidiavano la voce, le lanciavano stilettate e cattiverie che, se per alcuni erano solo insignificanti piccolezze, per lei, sensibile e cristallina di carattere, erano un dramma. Mina, infatti, ha sempre suscitato grande curiosità e interesse non solo per la sua carriera, ma anche per le vicende che hanno caratterizzato la sua vita privata.
Nel 1961 si innamorò dell’attore Corrado Pani da cui avrà un figlio, Massimiliano. Corrado Pani a quell’epoca era formalmente sposato con l’attrice Renata Monteduro e sebbene fosse di fatto separato da diverso tempo quando iniziò il rapporto con lei, l’opinione pubblica ritenne comunque la relazione illecita, perché a quel tempo il divorzio in Italia non era consentito, e la osteggiò fortemente. In breve la loro storia diventò di pubblico dominio; tutti i giorni le riviste riportavano un nuovo particolare, un giudizio critico, un nuovo sviluppo, molto spesso inventato e romanzato. La polemica arrivò a livelli esagerati e grotteschi a tal punto, che Mina venne allontanata dalla televisione.
Il 18 aprile 1963, la nascita del figlio Massimiliano le causa la quarantena da parte della Televisione di Stato e gran parte della stampa continuerà per molto tempo ad additarla apertamente come peccatrice. In seguito la storia con Corrado Pani entrò in crisi, complici gli impegni lavorativi di entrambi e i conseguenti lunghi periodi di lontananza: Mina ricorderà questo periodo in un’intervista su Playboy: “Il massimo è stata una foto su Epoca dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto “Cosa avrà da ridere?”, guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l’atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l’ha superato”.
Nel 1965 in un incidente stradale, a soli ventidue anni, muore il fratello Alfredo; anch’egli aveva intrapreso la carriera di cantante con lo pseudonimo di Geronimo. Lo choc per Mina fu tremendo e a stento si riprese dalla grave tragedia. 
Nel 1970 conosce e sposa il giornalista Virgilio Crocco, dal quale avrà una figlia, Benedetta. I due, probabilmente per motivi lavorativi, non vivono insieme e dopo pochi mesi il matrimonio naufraga. Mina rimane comunque in buoni rapporti con il marito fino alla sua morte. Nel 1973, infatti, Virgilio morirà investito da un’automobile in circostanze mai chiarite. Attualmente Mina è sposata con il cardiochirurgo cremonese Eugenio Quaini. Insieme a lui vive a Lugano in Svizzera e da molti anni non si esibisce dal vivo e non appare in pubblico.
Le sue ultime apparizioni televisive risalgono al 1974 a fianco di Raffaella Carrà nella trasmissione Mille Luci. Da allora decise di abbandonare la televisione e di ritirarsi anche dalla scena pubblica e, dopo il 1978, con un concerto per festeggiare i 20 anni di carriera, decise anche di non esibirsi mai più dal vivo.
Il contatto con il pubblico, però, lo mantiene ancora oggi incidendo un album all’anno, scrivendo su riviste e partecipando a trasmissioni radiofoniche.
Miei preziosi lettori, anche questa volta è arrivato il momento di salutarci e il brano che ho scelto di presentare, probabilmente sconosciuto ai più, è una canzone che a parer mio, nell’ascoltarla, lascia il segno. Si intitola La casa del serpente e Mina la interpreta in un modo estremamente particolare e toccante. È stata scritta nel 1977 dal figlio Massimiliano Pani e da Ivano Fossati ed è contenuta nell’album Caterpillar del 1991.

LA CASA DEL SERPENTE | Mina

Tu lo chiami amore
e non lo vedi
eppure lo chiedi
col falso pudore che ha
chi provoca l’amore e non ne dà

Tu che dici amore
in quale amore credi?
Tu in punta di piedi
che vegli la tua libertà
se c’è amore,
non è te che prenderà

Io so soltanto che con te ho aspettato
qualche cosa che non è arrivato
ma stare a corto di pazzia
mi toglie l’allegria, la voglia
di mandare sangue al cuore,
di mandare sangue al cuore.
So soltanto che con te ho aspettato
e che il tempo mio non è bastato

Ma la casa del serpente
ha i suoi colori
e il sole ne sta fuori
non sfiora la fragilità
di chi fa della paura
una sua serenità

Io so soltanto che con te ho aspettato
qualche cosa che non è arrivato
ma stare a corto di pazzia
mi toglie l’allegria, la voglia
di mandare sangue al cuore,
di mandare sangue al cuore.
So soltanto che con te ho aspettato
e che il tempo mio non è bastato.

Alessandra Scalabrin
alessandra.s@pressmusic.it

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