PressROOM | RUMORI DI FONDO: ARETHA FRAKLIN | DICEMBRE 2015

ARETHA FRANKLIN

Miei carissimi lettori, continua il nostro viaggio alla scoperta di donne straordinarie che attraverso la loro voce hanno segnato la storia della musica. In questi mesi abbiamo conosciuto artiste meravigliose, dotate di grande talento e di una passione che potremmo definire preziosa per l’umanità. La bellezza e la purezza delle emozioni che nascono direttamente dall’anima di queste donne, rendono speciale e unica la loro voce: già, ma che cosa rende speciale e unica la voce di un cantante? Di certo non la tecnica, seppur necessaria per poter esprimere al meglio la propria vocalità in tutta la sua estensione e per mantenerla in salute. E allora che cosa rende indimenticabile una voce?
La risposta è semplice: la personalità, che molto spesso manca, oppure viene repressa per esigenze di mercato.
Miei cari Press Readers, in questo ultimo mese dell’anno, diamo il benvenuto alla sublime voce dell’anima, la regina del soul Aretha Franklin.

Aretha Louise Franklin nasce a Memphis il 25 marzo 1942. Figlia del reverendo Charles L. Franklin, un famoso predicatore della Chiesa Battista, inizia a cantare e suonare giovanissima nella comunità religiosa di cui il padre è ministro, insieme alle sorelle Carolyn ed Erma. Durante le funzioni, canta accompagnandosi al pianoforte con passione e sensibilità, ispirandosi dallo stile di celebri cantanti dell’epoca come, Mahalia Jackson e Clara Ward.
L’occasione di farsi conoscere al grande pubblico arriva nel 1960, quando John Hammond la convince a firmare un contratto discografico con la Columbia Records. Appena diciottenne, ma già con un vissuto da donna matura, con due figli avuti a tredici e a sedici anni, Aretha si trovò a cantare prigioniera di uno stile che mancava di personalità, troppo simile alle celebri cantanti gospel che tanto l’avevano entusiasmata e da una casa discografica che le imponeva un repertorio di canzoni principalmente pop; condizioni che certamente non esaltava le sue doti. Tra il 1960 e il 1966, infatti, Aretha incide una decina di dischi di poco successo, che mancano completamente di quel tocco magico a cui ci abituerà la sua voce negli anni a venire. In questo periodo convola a nozze con il suo manager Ted White, ma il matrimonio si rivela un disastro: Ted la sottomette alle sue intemperanze di uomo violento, spingendola all’abuso di alcolici, fino al divorzio liberatore che avviene pochi anni più tardi.
Il successo arrivò finalmente nel 1967 con il passaggio alla Atlantic Records, dopo aver conosciuto i produttori Jerry Wexler e Arif Mardin.
Wexler, la convinse ad imprimere uno stile più marcatamente soul alle sue interpretazioni, affidandole brani che influenzeranno notevolmente il rhythm and blues a venire e che la consacrano per sempre la Regina del soul (The Queen of Soul).
Il passaggio all’Atlantic Records trasforma Aretha da ragazzina insicura a una vera e propria forza della natura, eccezionalmente dotata e capace di stupire ed emozionare l’ascoltatore.
Da questo momento cresce vertiginosamente la sua notorietà anche all’estero; le sue interpretazioni conquistano i primi posti della classifiche dei dischi più venduti e arrivano numerosi dischi d’oro e di platino. La comunità nera americana arride orgogliosa al suo successo e brani come Respect di Otis Redding, immortalano il suo impegno per i diritti civili, tra uomo e donna, tra nero e bianco.
L’energia di Aretha attraversa tutti gli anni Sessanta, trasformandola in una vera e propria icona e meritando il soprannome di Lady Soul, per la sua capacità di essere la voce dell’anima; Lady Soul poteva essere aggressiva, oppure, malinconica ma sempre autentica e il pubblico lo percepiva e l’amava per questo.
Con l’arrivo della disco music negli anni Settanta, il mercato discografico cominciò ad essere monopolizzato da nuove figure, interessate a cavalcare l’onda del successo commerciale che stava avendo questo nuovo genere e offrendole sempre meno opportunità e materiali.
Le vendite dei suoi dischi cominciarono così a calare drasticamente e per ben dieci anni la Regina del soul cadde nell’ombra.
Bisogna aspettare fino al 1980 per vederla rinascere all’attenzione del grande pubblico, grazie alla sua partecipazione al film The Blues Brothers, dove re-interpretava in maniera nuova ed esaltante il suo vecchio successo, Think.
Da allora nessuno l’ha più dimenticata ed Aretha riconquistò quella meritata popolarità, per un momento adombrata. Clive Davis la volle nella scuderia della Arista facendole incidere album di grande successo e singoli indimenticabili.
Nel 1985, il governo del suo Stato dichiarò Arethauna delle risorse naturali del Michigan”.
Negli anni Novanta le sue apparizioni sono poche ma di altissimo livello; alla Night Divas del 1998 una Lady Soul ultra sessantenne mostra tutto il suo carisma e la performance risulta di pari livello, se non superiore, a quella delle alle altre dive invitate, Mariah Carey, Shania Twain e Celine Dion. Ai Grammy del 1998 si presenta a sostituire Luciano Pavarotti e improvvisa un’interpretazione memorabile del Nessun dorma in tonalità originale. Nel 2009 in diretta Tv mondiale ha cantato alla cerimonia per l’insediamento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
Aretha Franklin sings the Great Diva Classic, il suo ultimo disco, rivela che la Regina del soul è ancora qui tra noi. Le sue performance in studio non sono più impeccabili e fluide come un tempo e il suo celebre melisma è forse un po’ incerto, ma ci dimostrano quanto lei desideri essere sempre autentica e quanto sia ancora in grado di farci provare brividi ed emozioni, senza usare trucchi o artefatti come fanno spesso moltissime dive in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Non male, per una Signora di settantatre anni.
Miei preziosi lettori, è arrivato il momento di salutarci e il brano che ho scelto per voi è “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman”, scritto da Carole King e Gerry Goffin nel 1967 e magistralmente interpretato da Aretha Franklin. È la canzone con cui vi saluto e vi auguro un felice Natale.

UNA DONNA NORMALE | Aretha Franklin

Guardo fuori la pioggia del mattino
mi sentivo senza ispirazione
e quando ho capito che
avrei dovuto affrontare un altro giorno
oh Signore, mi sono sentita così stanca
prima del giorno in cui ti ho incontrato
la vita era così ostile
ma il tuo amore è la chiave che apre la mia mente

Perché tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
una donna normale

Quando la mia anima era finita
tra gli oggetti smarriti
sei venuto per reclamarla
non sapevo cosa c’era di sbagliato in me
fino a che il tuo bacio
mi ha aiutato a scoprirlo
adesso non ho più dubbi
sul motivo per il quale vivo
e se ti rendo felice
non ho bisogno di fare altro

Perché tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
una donna normale

Oh tesoro cosa mi hai fatto!
cosa mi hai fatto!
Mi fai sentire così bene, dentro
bene dentro
e io voglio solo stare
voglio stare
vicino a te
mi fai sentire così viva

Perché tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
una donna normale

Perchè tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
tu mi fai sentire
una donna normale

Alessandra Scalabrin
alessandra.s@pressmusic.it

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