PressOPEN | INGRESSO LIBERO: SYSTEM OF A DOWN | LUGLIO 2017

I System of a Down sono una band abbastanza “giovane”, non tanto perché compie vent’anni di carriera, quanto più perché i loro effettivi anni di attività sono stati molti di meno: da più di dodici anni, infatti, la band non pubblica album, anche se, in modo più o meno discontinuo, ha tenuto una quantità piuttosto importante di concerti. Stupisce come nella scena musicale odierna i System of a Down siano ancora sulla cresta dell’onda del Metal internazionale nonostante la loro prolungata pausa.
A Los Angeles nell’ormai lontano 1992 si incontrarono presso uno studio di registrazione i due membri principali del gruppo, Serj Tankian e Daron Malakian; entrambi facevano parte della comunità armena, che nella città americana era piuttosto numerosa, ma i loro 8 anni di differenza d’età avevano fatto sì che non si incontrassero prima di allora. La passione in comune per i più svariati generi musicali, dal Classic Rock al Thrash Metal, li portò a creare Soil, band che durò circa 2 anni prima di fondare insieme a Shavo Odadjian e John Dolmayan, il gruppo che li porterà al successo.
Dopo circa 4 anni dalla fondazione effettiva della band, durante i quali registrarono 4 demo tapes, che usarono come biglietto da visita per cercare un’etichetta che li producesse, uscì nel 1998 il loro primo disco, System of a Down: l’album ottenne un discreto successo, specialmente fra gli appassionati di Alternative Metal, ma soprattutto li portò all’attenzione di altre bands come Slayer e Metallica, che gli consentirono di aprire i loro concerti.
Nel 2001 uscì il disco che viene considerato a oggi il migliore creato dalla band: Toxicity. Il tentativo di mescolare con una buona dose di follia, distorsioni tipiche del Metal e melodie medio-orientali, superò decisamente l’esperimento del primo disco. Per l’album la band scrisse circa 45 canzoni, anche se i pezzi registrati furono soltanto 33, e i pezzi inclusi nel disco finale furono solo 14. L’album venne accolto dal pubblico in modo straordinario, e balzò in cima alle classifiche per il grandissimo numero di vendite. Per non parlare dell’enorme diffusione dei loro singoli in tutte le radio e televisioni.
Esiste un aneddoto divertente che riguarda l’uscita del loro terzo disco. Il resto delle canzoni che avevano registrato per Toxicity non erano state pubblicate, e di certo non fece piacere loro quando le videro diffondersi nel web in un pacchetto condiviso dagli utenti nominato “Toxicity II” (in quegli anni iniziava, infatti, il fenomeno della pirateria informatica, e probabilmente qualche hacker era riuscito a rubare i files delle registrazioni attraverso Internet). Decisero allora di sistemare quelle tracce, di mixarle correttamente, e di ripubblicarle verso la fine del 2002 con il nome di Steal This Album! (in italiano: Ruba questo album!).
In due anni i SOAD registrarono un doppio album, che uscì in due parti separate in due momenti diversi: Mezmerize uscì nel Maggio 2005, Hypnotize nel Novembre 2005. Mentre nei primi dischi era Serj Tankian a dettare di più la linea della scrittura e del cantato, la maggior parte dei testi e delle musiche di Mezmerize/Hypnotize sono state scritte da Daron Malakian, che ha aumentato anche la sua presenza come vocalist. Anche se non ottenne lo stesso riscontro che ebbe Toxicity, questo doppio album ottenne comunque un ottimo risultato di vendite, visto ormai l’altissimo numero di fans che seguivano assiduamente la band.
Da quel doppio album la band continua a tenere concerti e a riempire gli stadi come poche bands riescono a fare oggi, ma di nuovi album non c’è traccia. Alla fine del 2016 il batterista Dolmayan ha rivelato in un’intervista che la band sta lavorando a diversi pezzi per un possibile nuovo album, ma di fatto non si hanno informazioni ufficiali sullo stato di scrittura e registrazione. Per i fans rimane senza dubbio una grande speranza, anche se 12 anni di inattività sono davvero tanti, specialmente per una band che ha avuto un inizio così esplosivo, ma che sicuramente può dare ancora tantissimo al mondo della musica.
Descrivere la musica dei System of a Down è quasi impossibile. La grandissima variazione del ritmo e della melodia nell’arco della stessa canzone, aggiunta all’enorme commistione di generi e stili, ha reso la band una delle più pionieristiche del genere. Ciò che è possibile elogiare senza remore in un articolo come questo sono i testi, mai banali, la cui interpretazione richiede a volte un’analisi attenta. Inoltre, pochissimi sono gli esempi di gruppi così impegnati politicamente e socialmente come i System of a Down, che attraverso il contenuto dei loro testi criticano aspramente la politica repressiva e antisociale dei governi. La loro origine armena li ha portati sempre a essere sensibili verso temi come la guerra e i diritti umanitari.
Vi propongo il testo di una delle loro più belle canzoni, la title-track dall’album Hypnotize, un’aperta denuncia alla propaganda, a volte anche violenta, che i governi esercitano sulla popolazione per sommergere e nascondere la sua proteste (la situazione medio-orientale ce ne dà prova ogni giorno).

HYPNOTIZE | Daron Malakian, Serj Tankian

Perché non chiedi ai ragazzi
In piazza Tienanmen
Se era la moda il motivo
Per cui erano lì

Loro lo mascherano
Lo ipnotizzano
La televisione ti costringe a comprarla

Sono soltanto seduto nella mia macchina
E aspetto la mia…

La spaventa che
La porterò via da lì
Dai sogni che il suo paese ha lasciato
Lì senza nessuno

Ipnotizzano le menti semplici
La propaganda ci acceca

Sono soltanto seduto nella mia macchina
E aspetto la mia ragazza

Federico P. (Mestre-Venezia)

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