E’ uscito il tuo nuovo singolo “Ancora estate”. Cosa puoi dirci di questo tuo singolo?

Nasce come la volontà di raccontare l’imminente ritorno dell’estate... In questo senso, se il primo singolo (“Danzare tra le nuvole”) rappresenta un’inno alla primavera, con l’idea centrale di rinascita, “Ancora estate” evoca il suo logico sviluppo, che celebra il periodo dell’anno più vitale e ricco di aspettative, in cui da una parte la natura mostra orgogliosamente i suoi frutti, e dall’altra vede le persone uscire all’aperto in una fusione di corpi, umori, pulsioni e passioni. Niente è quindi nascosto, tutti ci mostriamo per quello che siamo, e non solo fisicamente. Insomma, direi un inno alla vita, naturale, più che digitale…

E’ in programma qualche altro singolo dopo quest’ultimo prima dell’uscita di “Ok silenzio”?

Sì, tra agosto e settembre uscirà il terzo. L’idea è quella di pubblicare tre brani le cui aspetti musicali caratterizzano l’intero progetto, vale a dire quello synthpop (“Danzare tra le nuvole”), quello più funk (“Ancora estate”) e il terzo che ovviamente non vi rivelo ora, dunque dovete aspettare ;-)

Qual è il segreto per fare buona musica secondo te?

Suonare è un piacere. Dovrebbe esserlo anche per chi ascolta. Dunque, credo che prima di uscire con una canzone, bisogna chiedersi se si ha qualcosa da offrire. In estrema sintesi, userei tre parole chiave per rendere l’idea: semplicità, onestà, emozioni.

Come vedi la scena musicale italiana?

Mi sembra che ci sia molto fermento. Molti progetti, che in passato sarebbe rimasti nell’ombra, ora si stanno affermando, anche se non tutti a livello radiofonico. Ma con YouTube, e più in generale il web, c’è la possibilità di scoprire cose nuove, originali. Certamente, il fatto di essere aperti a tutte le influenze a livello planetario, permette una maggiore contaminazione. Inoltre, insomma, c’è più freschezza, modernità. La sensazione è quella che si stia uscendo da un lungo letargo.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali principali?

Ascolto di tutto ormai da anni. Senza dubbio la scena inglese e quella americana restano dei punti di riferimento. È difficile fare dei nomi. In ogni modo, mi sono nutrito molto della scena indie di questi ultimi anni. Per quanto riguarda l’Italia, cito l’eterno Battiato, e poi band come Subsonica, Verdena, Ministri, fino ad arrivare a progetti più simili al mio, vale a dire Motta, Cosmo, Calcutta, Coez.

Tu ormai sei un artista maturo impegnato non solo in ambito musicale. Quanto è importante l’arte per te?

Creare è un atto magico, che ci eleva. Non riuscirei ad immaginare un mondo senza arte. Personalmente mi piace scrivere romanzi, poesie, pièce teatrali e comporre musica. Questi due approcci artistici fanno ormai parte del mio quotidiano. Li considero degli strumenti per mettere meglio a fuoco il senso delle cose.

Fai un saluto ai nostri lettori...

Vi auguro una fantastica estate ;-)

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