Matteo Liberati: la vita è piena di cose che ci succedono ogni giorno e amo raccontarle nei miei brani

Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo ep. Puoi presentarlo ai nostri lettori?

Il mio EP “luci gialle di città” racconta di me, dei miei sogni, delle mie debolezze in questa nuova esperienza da solista, ho messo il cuore in tutto il lavoro e sono impazzito dietro ai più piccoli dettagli per portare all'ascoltatore un prodotto impeccabile, fresco, nuovo, forte, bello e vero. Sono 4 brani in cui ho miscelatore tantissimi generi, la musica è unica, è la mia testa, i miei sogni.

Come nasce un tuo pezzo?

Nasce da un ispirazione, dalla vita quotidiana o da un emozione che mi ha colpito particolarmente. La vita è piena di cose che ci succedono ogni giorno e amo raccontarle nei miei brani, mettere in gioco anche le cose più assurde e metterle in musica.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato?

Ogni brano ha una sua storia e un legame particolare con me, non posso scegliere tra loro, sicuramente “I tetti di Parigi” è quello che spesso la gente mi nomina, ed è quello di cui ho realizzato un video musicale quindi posso dire che mi ha ripagato con lo stesso amore che ci ho messo nel comporla.

Quali band hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Cerco di non farmi influenzare molto dalla musica degli altri ma ammiro tantissimo artisti come AWOLNATION, Muse, Paramore, De Staat e Kasabian, sicuramente la loro musica mi avrà influenzato un pochino anche inconsciamente..

Come giudichi la scena musicale italiana?

Questa è una bella domanda, la musica italiana è stata ferma per parecchio tempo al classico genere popolare che sentiamo nei festival e nelle radio da sempre. Oggi ha preso piede la trap, tardissimo e in modo completamente diverso da quella americana, trascinata da un rap che io amavo molto nella scena underground ma che purtroppo non ho apprezzato per niente in quella commerciale. Questi sono generi dove la nostra lingua comunque suona bene, purtroppo però ad esempio nel rock sembra non rendere quanto in quella inglese, e questo si sente, ci mancano davvero parecchi generi musicali, inoltre è davvero difficile per un artista emergente riuscire a produrre qualcosa fuori dalle righe per una scena della musica commerciale troppo legata solo a concorsi, moda, talent, televisione e cose del genere. Il pubblico medio ascolta quello che gli viene messo in testa, anche quando odia un brano la radio glielo passa talmente tante volte che alla fine lo convince e non si rende conto di essere stato portato a questo. È bello però vedere altri artisti emergenti fare musica fregandosene del sistema già rodato e inventandosene uno nuovo.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano?

Credo mi abbia dato una mano, io sono molto positivo sulla tecnologia e quello che ci circonda, è vero che a volte crea disagi in altri modi ma spesso siamo noi a non usarla nel modo giusto. Ad esempio i siti di streaming musicale è vero che nel mega insieme di miliardi e miliardi di canzoni creano confusione e spesso finisce che si ascolta comunque solo quello che va di moda ma è altrettanto vero che ora abbiamo un catalogo musicale immenso a disposizione immediata per ascoltare anche la musica più di nicchia possibile se vogliamo, deve partire da noi l'idea di ricercare fuori dalle pubblicità del materiale più di tendenza. Certo, è davvero triste pensare ad alcuni negozi di CD storici che hanno chiuso in conseguenza al cambiamento di distribuzione musicale…ma con la musica non si può mai sapere ad esempio contro ogni aspettativa sono tornati di moda i vinili e hanno aperto negozi dedicati alla vendita solo di questi.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Spero lo valorizzi molto soprattutto nel ruolo di compositore e arrangiatore con i vari strumenti oltre a cantante, in fondo anche da produttore visto che l’EP è completamente auto-prodotto. Nel genere hard rock in cui lavoravo prima sicuramente valorizzavo di più il graffiato vocale che è una delle caratteristiche che mi distingue di più, in questo EP l'ho dosato in modo diverso accennandolo solo dove volevo richiamare un po’ di cattiveria, nelle produzioni future vedremo!

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Sento molto musicisti emergenti davvero bravi in giro, vorrei collaborare con la maggior parte di loro per combinare ancora di più stili e musicalità diverse. Se parliamo di artisti affermati sotto major, beh, è chiaro che con chiunque sarebbe una bella esperienza.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Seguitemi su tutti i social cercandomi come Matteo Liberati e condividete, seguite e ascoltate la musica emergente, vi sembrerà di non fare la differenza ma la singola persona che segue un artista come me la fa eccome, siete il nostro motore, la nostra voglia di andare avanti e la nostra forza di costruire tutto questo per chi come noi crede nella musica.

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