“La base”, il nuovo disco dell’artista emergente sardo Gianni Carboni

“La base” è un gesto di ribellione verso l’omologazione degli ultimi tempi che estranea alcune sonorità per dare spazio ad un concentrato di artisti il cui segno potrebbe rimanere del tutto superficiale.

L’album del cantautore è stato anticipato dal videoclip del singolo omonimo e promette di rappresentare una vera voce fuori dal coro di un mercato discografico attuale che, salvo eccezioni, va verso una progressiva ed inesorabile normalizzazione al ribasso oltre che appiattimento delle idee e delle sonorità.

“La base” rappresenta di certo un cambiamento con i brani dei precedenti lavori, come quasi a voler dare una sterzata meditata ma non troppo, riscoprendo così un’artista dalla grande capacità di immaginarsi suoni e mondi molto lontani dalla faccia più brutta dell’indie commerciale odierno.

Una bella sorpresa per gli ascoltatori, ovviamente promossa a pieni voti. “La base” si compone di 13 tracce e contiene per la prima volta una cover, anch'essa sovversiva, che accompagnano l'ascoltatore in un viaggio sonoro che non lascia distrazioni.

Molto belli i testi di Gianni Carboni che possono fungere da riflessioni e meditazioni per chiunque ascolti, potendo così ritrovare un frammento di originalità in ogni brano del disco. In sostanza il disco di Gianni Carboni è una bella sfida che non può non esser colta dagli ascoltatori. Un’artista in crescita ed in piena maturità artistica che da oggi in poi potrà sfornare solamente ottime produzioni.


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