Cafiero: “Il mio rock è spartano, lo definirei più blues come attitudine”

Cafiero (musicista, cantautore e produttore) è tra le novità più interessanti del panorama artistico italiano. Anima rock blues, abile nel raccontare la vita attraverso testi incisivi accompagnati da un sound internazionale, ha pubblicato il suo primo disco ufficiale dal titolo omonimo "Cafiero". Un progetto cantautorale autorevole, prodotto da Andrea Tripodi, frutto di intensi anni di lavoro, di sperimentazioni, di numerosi live in Italia, in Europa e in America.

Cafiero, quando e come è nata l’esigenza di realizzare un album?

E’ stato un percorso, diciamo, “obbligato” perché negli anni ho sempre scritto tanto senza il pensiero di una pubblicazione ma ad un certo punto non potevo tenere tutto solo per me.

Con quale criterio hai scelto i brani contenuti nell’ep?

In base alle emozioni che sono rimaste nel riascolto, nel tempo. Ci sono brani che “passano” altri che rimangono.

La cover del disco, oltre ad esprimere l’amore che nutri per la musica sin dai primi anni di vita e la purezza della creatività, è un omaggio alla musica rock degli anni ’60 e ‘70. Com'è il tuo rock and roll?

E’ spartano, lo definirei più blues come attitudine. Il blues, per me, è soprattutto una filosofia di vita.

Sei considerato un chitarrista eccellente e virtuoso; quanto è importante la tecnica nella produzione musicale?

In realtà credo che la tecnica serva a poco senza qualcosa da esprimere quindi serve solo quella giusta per comunicare ciò che si sente dentro, poi si suona senza pensare alla tecnica.

Nelle varie perfomance dal vivo, nelle collaborazioni artistiche intraprese negli anni, hai dimostrando di avere un’anima dalle diverse sfumature musicali. Qual è il suono a te più affine?

E', appunto, il blues che, a parer mio, ha più “suono” rispetto ad altri generi e lo si suona senza filtri.

Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influito sulla tua personalità artistica?

Sicuramente Jimi Hendrix ed i Beatles .

Un album che ha lasciato un segno indelebile nella tua memoria…

"Electric Ladyland" di Hendrix.

Cosa ne pensi dell’attuale cantautorato italiano?

Non riesco ad avere un opinione chiara a riguardo; mi piace molto Brunori Sas.

Per affermarsi conta più il talento o lo studio?

Sicuramente conta di più il talento ma ci vuole anche studio e dedizione.

Se dovessi trarre un bilancio, quali sono le tappe essenziali del tuo percorso?

L’essermi confrontato con un mondo che sembrava lontano dalla mia essenza come il genere pop.

Nel corso della tua carriera hai raggiunto vari traguardi, qual è la prossima meta?

Continuare a vivere facendo ciò che amo... suonare!

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