Artisti del colore sociale - Adenocromo (Ep)

"Artisti del colore sociale nasce al porto di Senigallia in una notte di mezza estate, con una birra in mano e un sogno ben definito davanti agli occhi. E’ l’unione di intenti di tre amici, di tre percorsi artistici differenti che si fondono per plasmare un suono che descriva i colori dell’anima e la poesia dell’uomo ma anche lo squallore grigio di ciò che è intorno a noi, la cecità ignorante che sempre più ci contraddistingue. E’ l’empatia smisurata o l’insensibilità totale, è l’eterna lotta tra forze contrastanti che si azzuffano dentro di noi per darci una direzione, un colore che sfuma e diventa il suo opposto. Simone Mazziotti compone le liriche , Riccardo Sabbatini musica in ogni angolo della psiche umana e Filippo Saverino accompagna il tutto con le sue note distorte".

Tra il traffico di lavori che si muovono attraverso le intricate strade del panorama musicale italiano, si fa largo una band che colpisce già dal solo pronunciare il nome, Artisti del colore Sociale. Un nome non so se voluto o casuale che rispecchia molto bene il loro sound. Il prodotto è un Ep, dal titolo altrettanto intrigante, Adrenocromo, perdita, disillusione e speranza fusi insieme, come loro stessi l’hanno definito.

Ma cos’è l’adrenocromo, esiste davvero? Si afferma o si deduce che sia un composto prodotto dall’ossidazione dell’adrenalina e che non si è sicuri che induca effetti allucinogeni ma, nel nostro caso, le allucinazioni ci sono. Mentre scorrono e si ascoltano i brani la mente ci trascina attraverso immagini forti e surreali . I suoni forti, i ritmi incalzanti in un mix di rock ed elettronica si fondono con voci che guidano attraverso un fantastico viaggio liberando corpo e mente in una sorta di variazione cromatica.

Superato l’Intro, che apre il corridoio delle sorprese, ci si interfaccia con Adrenocromo che detta subito legge all’intero lavoro. Il ritmo è sostenuto il vento che soffia è tagliente e ci trascina, senza poter opporre resistenza alla terza porta , dove troviamo ad attenderci Filter. Il paesaggio diventa fantastico lo sfondo è del colore della tempesta , il giallo arancio di un sole filtrato non lascia spazio ad altri elementi se non l’immagine di un esercito di esseri fantastici e ginormici che marciano con forza e determinazione alzando nuvole di polvere all’incedere dei passi. Inlaude ci porta su di un set più moderato ma la moderazione non annulla la forza del narrare e delle immagini che continuano a guidarci per mano nel viaggio intrapreso, attraverso un messaggio in cui si smontano le verità di un mondo bugiardo .

Formaldeide ci colloca in un nuovo ambiente. La chimica è quella di un invisibile elemento, un gas incolore ma dall’odore pungente che ci obbliga a muoverci per seguirne il senso e sfuggire di fronte a qualcosa che c’è ma non si vede , si salta, si corre, si cerca un varco . La metrica si calma , ma è una calma apparente, siamo schiavi volontari, il narratore lo sottolinea con grande personalità ed un incalzare incisivo ma non disperato. Così come aperta, la porta del viaggio si chiude dietro l’ascoltatore con Time hole. I ricordi rimangono, le immagini restano, il ritmo ci prende per mano e ci dà appuntamento al seguito per scoprire una realtà che si è appena manifestata e di cui, forse, ne vogliamo sapere ancora di più.

Voto 8/10

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